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Risvolti macabri! é_è


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Ed ecco a voi:

La vera fiaba di Cenerentola! °_°;;;

di Jakob e Wilhelm Grimm

La moglie di un ricco si ammalò e, quando sentì avvicinarsi la fine, chiamò
al capezzale la sua unica figlioletta e le disse: - Bimba mia, sii sempre
docile e buona, così il buon Dio ti aiuterà e io ti guarderò dal Cielo e ti
sarò vicina - . Poi chiuse gli occhi e morì. La fanciulla andava ogni giorno
sulla tomba della madre, piangeva ed era sempre docile e buona. Quando venne
l'inverno, la neve coprì la tomba di un suo bianco drappo, e quando il sole
di primavera l'ebbe tolto, l'uomo prese moglie di nuovo.
La donna aveva portato in casa due figlie, belle e bianche di viso, ma
brutte e nere di cuore. Cominciarono tristi giorni per la povera
figliastra. - Quella stupida oca, - esse dicevano, - dovrebbe stare in
salotto con noi? Chi mangia il pane deve guadagnarselo: fuori, sguattera! -
Le tolsero i suoi bei vestiti, le fecero indossare una vecchia palandrana
grigia, e le diedero un paio di zoccoli. - Guardate la principessa, com'è
agghindata! - esclamarono ridendo e la condussero in cucina. Là dovette
sgobbare da mane a sera, alzarsi prima di giorno, portar l'acqua, accendere
il fuoco, cucinare e lavare. Per giunta le sorelle gliene facevano di tutti
i colori, la schernivano e le versavano ceci e lenticchie nella cenere,
sicché doveva raccoglierli a uno a uno. La sera, dopo tante fatiche, non
andava a letto, ma si coricava nella cenere, accanto al focolare. E siccome
era sempre sporca e impolverata, la chiamavano Cenerentola.
Una volta il padre, prima di andare alla fiera, chiese alle due figliastre
che cosa dovesse portar loro. - Bei vestiti, - disse la prima. - Perle e
gemme, - disse la seconda. - E tu, Cenerentola, - egli chiese, - che vuoi? -
Babbo, il primo rametto che vi urta il cappello sulla via del ritorno,
coglietelo per me - .
Ora egli comprò bei vestiti, perle e gemme per le due figliastre e, sulla
via del ritorno, mentre cavalcava per un verde boschetto, un ramo di
nocciolo lo sfiorò e gli fece cadere il cappello. Allora egli colse il
rametto e se lo portò via. Giunto a casa, diede alle figliastre quel che
avevano desiderato, e il ramo di nocciolo a Cenerentola. Cenerentola lo
ringraziò, andò sulla tomba della madre, piantò il rametto e pianse tanto
che le lagrime vi caddero sopra e l'annaffiarono. Il ramo crebbe e divenne
una bella pianta. Cenerentola ci andava tre volte al giorno, piangeva e
pregava, e ogni volta si posava sulla pianta un uccellino bianco, che, se
ella esprimeva un desiderio, le gettava quel che aveva desiderato.
Ora avvenne che il re diede una festa che doveva durare tre giorni e invitò
tutte le belle ragazze del paese, perché suo figlio potesse scegliersi la
sposa. Le due sorellastre, quando seppero che dovevano parteciparvi anche
loro, tutte contente chiamarono Cenerentola e dissero: - Pettinaci, spazzola
le scarpe e assicura le fibbie: andiamo a nozze al castello del re - .
Cenerentola ubbidì, ma piangeva, perché anche lei sarebbe andata volentieri
al ballo, e pregò la matrigna di accordarle il permesso. - Tu,
Cenerentola, - esclamò quella, - sei così sporca e impolverata, e vuoi
andare a nozze? non hai vestiti né scarpe, e vuoi danzare? - Ma Cenerentola
insisteva e la matrigna finì col dirle: - Ti ho versato nella cenere un
piatto di lenticchie; se in due ore le sceglierai tutte, andrai anche tu - .
La fanciulla andò nell'orto, dietro casa, e chiamò: - Colombelle mie, e voi,
tortorelle, e voi, uccellini tutti del cielo, venite e aiutatemi a scegliere
le lenticchie,

le buone nel pentolino
le cattive nel gozzino.


Allora dalla finestra di cucina entrarono due colombe bianche e poi le
tortorelle e infine, frullando e svolazzando, entrarono tutti gli uccellini
del cielo e si posarono intorno alla cenere. E le colombelle accennarono di
sì con le testine e ci si misero, pic, pic, pic, pic, e allora ci si misero
anche gli altri, pic, pic, pic, pic, e raccolsero tutti i grani buoni nel
piatto. Non passò un'ora che avevan già finito e volarono tutti via. Allora
la fanciulla, tutta contenta, portò il piatto alla matrigna e credeva di
poter andare a nozze anche lei. Ma la matrigna disse: - No, Cenerentola; non
hai vestiti e non sai ballare; saresti soltanto derisa - . Ma Cenerentola si
mise a piangere, e quella disse: - Se in un'ora riesci a raccogliere dalla
cenere e scegliere due piatti pieni di lenticchie, verrai anche tu - . E
pensava: "Non ci riuscirà mai". Quando la matrigna ebbe versato i due piatti
di lenticchie nella cenere, la fanciulla andò nell'orto dietro casa e
gridò: - Colombelle mie, e voi, tortorelle, e voi, uccellini tutti del
cielo, venite e aiutatemi a scegliere,

le buone nel pentolino
le cattive nel gozzino.


Allora entrarono dalla finestra di cucina due colombe bianche e poi le
tortorelle e infine, frullando e svolazzando, tutti gli uccellini del cielo,
e si posarono intorno alla cenere. E le colombelle accennarono di sì con le
testine e ci si misero, pic, pic, pic, pic, e allora ci si misero anche gli
altri, pic, pic, pic, pic, e non passò mezz'ora che avevan già finito e
volarono via. Allora la fanciulla, tutta contenta, portò i piatti alla
matrigna, e credeva di poter andare a nozze anche lei. Ma la matrigna
disse: - È inutile: tu non vieni, perché non hai vestiti e non sai ballare;
dovremmo vergognarci di te - . Le voltò le spalle e se ne andò in fretta con
quelle due figlie boriose.
Rimasta sola, Cenerentola andò sulla tomba della madre e gridò:

Piantina, scuotiti, scrollati,
d'oro e d'argento coprimi.


Allora l'uccello le gettò un abito d'oro e d'argento e scarpette trapunte d'
argento e di seta. In fretta in fretta ella indossò l'abito e andò a nozze.
Ma le sorelle e la matrigna non la riconobbero e credevano fosse una
principessa sconosciuta, tant'era bella nell'abito d'oro. A Cenerentola non
pensarono affatto e credevano se ne stesse a casa nel sudiciume a raccoglier
lenticchie dalla cenere. Il principe le venne incontro, la prese per mano e
ballò con lei. E non volle ballare con nessun'altra; non le lasciò mai la
mano, e se un altro la invitava, diceva: - È la mia ballerina. Cenerentola
danzò fino a sera, poi volle andare a casa. Ma il principe disse: - Vengo ad
accompagnarti, - perché voleva vedere da dove venisse la bella fanciulla. Ma
ella gli scappò e balzò nella colombaia. Il principe aspettò che tornasse il
padre e gli disse che la fanciulla sconosciuta era saltata nella colombaia.
Il vecchio pensò: "Che sia Cenerentola?" e si fece portare un'accetta e un
piccone per buttar giù la colombaia; ma dentro non c'era nessuno. E quando
tornarono a casa, Cenerentola giaceva sulla cenere nelle sue vesti sporche e
un lumino a olio ardeva a stento nel focolare: da un'apertura posteriore,
ella era saltata prontamente fuor dalla colombaia ed era corsa sotto il
nocciolo; là si era tolta le belle vesti e le aveva deposte sulla tomba e l'
uccello le aveva riprese; ed ella, nella sua palandrana grigia, si era stesa
sulla cenere, in cucina.
Il giorno dopo, quando ricominciò la festa e i genitori e le sorellastre
eran di nuovo usciti, Cenerentola andò sotto il nocciolo e gridò:

Piantina, scuotiti, scrollati,
d'oro e d'argento coprimi.


Allora l'uccello le gettò un abito ancor più superbo del primo. E quando,
così abbigliata, comparve a nozze, tutti si meravigliarono della sua
bellezza. Ma il principe l'aveva aspettata, la prese per mano e ballò
soltanto con lei. Quando la invitavano gli altri, diceva: - Questa è la mia
ballerina - . La sera ella se ne andò e il principe la seguì per veder dove
entrasse; ma ella fuggì d'un balzo nell'orto dietro casa. Là c'era un bell'
albero alto da cui pendevano magnifiche pere; ella si arrampicò fra i rami
svelta come uno scoiattolo e il principe non sapeva dove fosse sparita. Ma
aspettò che arrivasse il padre e gli disse: - La fanciulla forestiera mi è
scappata e credo si sia arrampicata sul pero - . Il padre pensò: "Che sia
Cenerentola?" Si fece portar l'ascia e abbatté l'albero, ma sopra non c'era
nessuno. E quando entrarono in cucina, Cenerentola giaceva sulla cenere come
al solito: era saltata giù dall'altra parte dell'albero, aveva riportato le
belle vesti all'uccello sul nocciolo e indossato la sua palandrana grigia.
Il terzo giorno, quando i genitori e le sorelle se ne furono andati,
Cenerentola tornò sulla tomba di sua madre e disse alla pianticella:

Piantina, scuotiti, scrollati,
d'oro e d'argento coprimi.


E l'uccello le gettò un abito sfarzoso e rilucente come non ne aveva ancora
avuti; e le scarpette eran tutte d'oro. Quando ella compare a nozze con
quell'abito, non ebbero più parole per la meraviglia. Il principe ballò
soltanto con lei; e se qualcuno la invitava, egli diceva: - Questa è la mia
ballerina.
Quando fu sera, Cenerentola se ne andò e il principe volle accompagnarla, ma
ella fuggì via così rapida che non riuscì a seguirla. Ma il principe era
ricorso a un'astuzia e aveva fatto spalmare tutta la scala di pece: quando
la fanciulla corse via, la sua scarpetta sinistra vi rimase appiccicata. Il
principe la raccolse: era piccola, elegante e tutta d'oro. La mattina dopo
andò dal padre di Cenerentola e disse: - Sarà mia sposa soltanto colei che
potrà calzare questa scarpa d'oro - . Allora le due sorelle si rallegrarono,
perché avevano un bel piedino. La maggiore andò con la scarpa in camera sua
e volle provarla davanti a sua madre. Ma il dito grosso non entrava e la
scarpa era troppo piccolina; allora la madre le porse un coltello e disse: -
Tagliati il dito; quando sei regina, non hai più bisogno di andare a piedi -
.. La fanciulla si mozzò il dito, serrò il piede nella scarpa, contenne il
dolore e andò dal principe. Egli la mise sul cavallo come sua sposa e partì
con lei. Ma dovevano passare davanti alla tomba; due colombelle, posate sul
cespuglio di nocciolo, gridarono:

- Volgiti, volgiti, guarda:
c'è sangue nella scarpa.
Strettina è la scarpetta.
La vera sposa è ancor nella casetta.


Allora egli le guardò il piede e ne vide sgorgare il sangue. Voltò il
cavallo, riportò a casa la falsa fidanzata, e disse che non era quella vera
e che l'altra sorella provasse a infilare la scarpa. Essa andò nella sua
camera e riuscì facilmente a infilare le dita, ma il calcagno era troppo
grosso. Allora la madre le porse un coltello e disse: - Tagliati un pezzo di
calcagno; quando sei regina, non hai bisogno di andare a piedi - . La
fanciulla si tagliò un pezzo di calcagno, serrò il piede nella scarpa,
contenne il dolore e andò dal principe. E questi la mise sul cavallo come
sposa e andò via con lei. Quando passarono accanto al nocciolo, le due
colombelle gridarono:

- Volgiti, volgiti, guarda:
c'è sangue nella scarpa.
Strettina è la scarpetta.
La vera sposa è ancor nella casetta.


Egli le guardò il piede e vide il sangue che sgorgava dalla scarpa,
sprizzando purpureo sulle calze bianche. Allora voltò il cavallo e riportò a
casa la falsa fidanzata. - Neppur questa è la vera, - disse, - non avete
altre figlie?
- No, - disse l'uomo, - c'è soltanto una piccola Cenerentola tristanzuola,
della moglie che mi è morta: è impossibile che sia la sposa - . Il principe
gli disse di mandarla a prendere, ma la matrigna rispose: - Ah no, è troppo
sporca, non può farsi vedere - . Ma egli lo volle assolutamente e dovettero
chiamar Cenerentola. Ella prima si lavò ben bene le mani e il volto, poi
andò a inchinarsi davanti al principe, che le porse la scarpa d'oro. Allora
ella si mise a sedere sullo sgabello, tolse il piede dal pesante zoccolo e l
'infilò nella scarpetta: le stava a pennello. E quando si alzò, e il re la
guardò in viso, egli riconobbe la bella fanciulla con cui aveva danzato e
gridò: - Questa è la vera sposa! - La matrigna e le due sorellastre si
spaventarono e impallidirono dall'ira, ma egli mise Cenerentola sul cavallo
e se ne andò con lei. Quando passarono accanto al nocciolo, le due
colombelle bianche gridarono:

- Volgiti, volgiti, guarda:
non c'è sangue nella scarpa,
che non è troppo piccina.
Porti a casa la vera sposina.


E poi scesero a volo, si posarono sulle spalle di Cenerentola, e lì
rimasero, l'una a destra, l'altra a sinistra.
Quando stavano per esser celebrate le nozze, arrivarono le sorellastre, che
volevano ingraziarsi Cenerentola e partecipare alla sua fortuna. E mentre
gli sposi andavano in chiesa, la maggiore era a destra, la minore a sinistra
di Cenerentola; e le colombe cavarono un occhio a ciascuna. Poi, all'uscita,
la maggiore era a sinistra, la minore a destra; e le colombe cavarono a
ciascuna l'altro occhio. Così furono punite con la cecità di tutta la vita,
perché erano state false e malvagie.


Sin da piccola ho avuto in casa delle vecchissime edizioni con le fiabe in versione integrale dei Grimm e di Andersen e me le leggevo senza battere ciglio!
Beata innocenza! °°;

Comments

( 16 comments — Leave a comment )
visual_utena
Apr. 18th, 2005 10:52 am (UTC)
Che inquietudine °°;;;
laura_momiji
Apr. 18th, 2005 11:02 am (UTC)
gia'...
Che fine ha fatto "e vissero felici e contenti..." ?!!?!? °°;;;
*こわいいいい~!!!*
visual_utena
Apr. 18th, 2005 11:09 am (UTC)
怖過ぎる!!!!
Io ho tanta paura di andare a letto ora, non vorrei mi tornassero in mente fiabe da me rimosse O_______o;;
yukikaze_ex
Apr. 18th, 2005 10:58 am (UTC)
Eh be', del resto la maggior parte delle favole classiche contiene all'origine veri e propri elementi orririfici.
E' un peccato che il cinema horror (con qualche trascurabile eccezione) non le abbia sfruttate per proporre delle riduzioni fedeli agli originali, ma ci sarebbe da scontrarsi con la visione predominante della fiaba per bambini e in fondo sarebbe una causa persa.

visual_utena
Apr. 18th, 2005 11:02 am (UTC)
Sai che adesso mi è venuta voglia di riaprire il mio veeeeeeeecchio libro di fiabe? Ne ricordo alcune terrificanti, ma per il resto ho rimosso...°°
laura_momiji
Apr. 18th, 2005 11:05 am (UTC)
Sai che pur essendo consapevole dei risvolti "horror", alla fin fine molti li ho rimossi pure io? ^^;;
/me deve tornare alla ricerca in soffitta :D
yukikaze_ex
Apr. 18th, 2005 11:19 am (UTC)
Ah, ti consiglio Hansel e Gretel in versione originale che in quanto a sadismo non scherza per niente °°;;

laura_momiji
Apr. 18th, 2005 11:08 am (UTC)
ma ci sarebbe da scontrarsi con la visione predominante della fiaba per bambini e in fondo sarebbe una causa persa

Ti immagini che scene nei cinema? XD
Penso che siano pochi i bambini che *adesso* conoscano le versioni "originali" e non edulcorate delle vecchie fiabe. °°;;;;
yukikaze_ex
Apr. 18th, 2005 11:12 am (UTC)
E forse e' meglio cosi'...in un certo senso fanno parte di un modo di educare i bambini basato sulla paura e il terrore, mentre noi le rileggiamo per curiosita' su quella narrativa.

(Deleted comment)
yukikaze_ex
Apr. 18th, 2005 11:24 am (UTC)
Mi associo nella promozione, e' davvero valido!

laura_momiji
Apr. 18th, 2005 11:31 am (UTC)
Di cosa tratta?
Fiabe? =)
(Deleted comment)
laura_momiji
Apr. 18th, 2005 01:13 pm (UTC)
Sembra davvero molto interessante!
Grazie del consiglio! ^^
lordashram
Apr. 18th, 2005 01:56 pm (UTC)
Rileggendo questo post mi è tornata in mente una vecchia raccolta di fiabe curata da Italo Calvino a cui sono molto affezionato: "fiabe italiane", anno 1977.
La cattiveria e l'assoluta mancanza di "politically correctness" che si respira in alcune di queste fiabe, la maggior parte delle quali di origine prettamente popolare, è qualcosa di veramente inquietante, e quindi per me tremendamente affascinante!
laura_momiji
Apr. 18th, 2005 02:15 pm (UTC)
mmmhh...
Anni fa, mentre leggevo qualche saggio sulle fiabe, sui miti e sul tema dell'iniziazione mi sembra di aver intravisto il nome di quel libro curato da Calvino in una bibliogafia. :)
/me si documentera'.
bleedmimi
Apr. 19th, 2005 11:01 am (UTC)
Re: mmmhh...
IO CE L'HO, SE VUOI TE LO PRESTO ^_^
laura_momiji
Apr. 19th, 2005 12:46 pm (UTC)
^_^
Bhe' vedo che le possibilita' di approfondimenti non mi mancano =D
( 16 comments — Leave a comment )

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